Un romanzo a tema artistico e psicologico ambientato nella Napoli di fine Ottocento.
Un dipinto può celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita?
È questa la domanda principale che sottende il romanzo. Altro leitmotiv della vicenda è il motto latino veritas filia temporis. Nessuna verità può restare occulta per tanto tempo; prima o poi troverà il modo, anche virulento, di emergere.
Il romanzo è anche un viaggio alla ricerca si sé stessi,
del senso della propria vita e delle proprie radici; un viaggio che a volte può mettere in discussione le proprie certezze. Il protagonista, dopo gli eventi del romanzo, non riuscirà a dare più lo stesso significato al mondo nel quale aveva vissuto e, in questo percorso di scoperta anche interiore, dovrà necessariamente affrontare il dilemma se uscire oppure no dalla sua caverna platonica.
Attorno alla figura del protagonista si snocciola una serie di personaggi molto diversi tra loro,
per situazione sociale e peso narrativo, grazie ai quali prende forma sulla pagina l’altra vera protagonista del romanzo: Napoli. La città, bella e tragica, si presenta in tutte le sue sfaccettature, e con i suoi vicoli e le sue ombre emerge come l’ambientazione perfetta per questo romanzo che, proprio sulla costante commistione tra la vita e sulla morte, poggia il suo pilastro più importante. L’autore racconta la città senza mai fare l’occhiolino alla caricatura ma con grande rispetto e vi colloca il prodotto della sua immaginazione incastrandolo molto bene nella cornice scelta, dalla quale sembra essersi fatto ispirare.
La storia è molto densa di avvenimenti ma i frequenti colpi di scena, i dialoghi tra i personaggi e l’ambientazione coerente rispetto alla storia contribuiscono a mantenere alta l’attenzione del lettore, anche quando le situazioni descritte sfiorano il surreale. Considerando la mole degli eventi che prendono forma nel romanzo, il numero dei personaggi è relativamente circoscritto e ciascuno di essi è ben caratterizzato, risultando subito familiare per il lettore.
C’è un alone di costante mistero nella narrazione che procede a un ritmo costante, sostenuta da uno stile lineare che ha una propria personalità. Il lettore è invogliato a proseguire la lettura per conoscere lo scioglimento delle situazioni via via sempre più intricate, ma allo stesso tempo è spinto a godere della pagina lentamente, dandole il tempo che si merita. Forse anche questo in pieno stile napoletano.
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L'autore
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Carlo Morriello, classe 1969, è nato a Napoli ma vive a Castelfranco Veneto (tv).
Laureato in Lettere moderne e specializzato nell’insegnamento secondario, insegna materie letterarie nelle scuole superiori. Ha collaborato con periodici locali per le pagine di cronaca, cultura e approfondimento sociale, e ha pubblicato una raccolta di racconti con Montedit nel 2000.
Oltre l’ombra dei colori è il suo romanzo d’esordio, che ha conosciuto una gestazione di quasi tre anni e con il quale ha partecipato a due distinte edizioni (2015 e 2019) del concorso nazionale “Io scrittore”: in entrambi i casi è rientrato tra i 300 finalisti.