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Autore emergente e casa editrice: la morte degli intermediari!

Qual è la cosa giusta da fare per un Autore emergente? Rivolgersi a una piccola/media casa editrice? Autopubblicarsi e vendere su Amazon? Aspettare per anni la risposta di un editore importante? Partecipare a concorsi letterari?

Internet ha cambiato il mondo. Ha rivoluzionato dei settori e provocato il collasso di altri. Fra Autore emergente e lettore, viste le possibilità che offre il web, non è più indispensabile un intermediario.

Per pubblicare e vendere i libri, oggi, un autore emergente deve ancora necessariamente rivolgersi a una casa editrice?

Se la casa editrice è disposta a investire, si, tutto il resto è fuffa!
Un autore emergente “non conosciuto”, o meglio, un Autore che a prescindere dalla sua pubblicazione non ha un seguito (e per seguito si intende un numero cospicuo di persone potenzialmente interessate all’acquisto del libro) non verrà preso in considerazione dagli editori importanti, e cioè, da tutti quegli editori disposti a INVESTIRE per vendere copie del libro.

Basta stronzate! Diciamo come stanno le cose senza fronzoli! Se sei un autore emergente, oggi, hai nuove opportunità e buone motivazioni per evitare una casa editrice

autore emergente

Cosa ci insegnano le Case editrici “importanti”

Gli Editori famosi ci insegnato una cosa fondamentale: per vendere migliaia di copie e vincere concorsi letterari (e per concorsi letterari non intendo il premio letterario del carciofo in fiore per la saga che si tiene ogni anno in un paese che conta 500 abitanti) non occorre soltanto scrivere bene ma essere qualcuno. Hai queste due caratteristiche? Scrivi bene e, soprattutto, sei qualcuno? Perfetto, allora rivolgiti a Feltrinelli, Mondadori e compagnia bella… Perché si sa, vince il personaggio, non il libro.

autore emergente

Il potere è nella fama. La gente acquista i libri di personaggi conosciuti, non di autori emergenti sconosciuti

Le case editrici prestigiose, e cioè quelle che avrebbero il potere economico per spingere un Autore sconosciuto con un buon libro da proporre, pubblicano libri di personaggi conosciuti, con un seguito, che tradotto vuol dire con un sicuro ritorno economico. Cabarettisti. Show man. Volti noti della TV. Insomma, gente che, nella maggior parte dei casi, non scrive neanche e si affida a un ghostwriter. Si chiama business; e fanculo alla scrittura e all’arte.

Per gli Autori emergenti, a questo punto, entrano in ballo le “piccole o medie” case Editrici. Ovvero, attività commerciali che pubblicano libri

Grazie alle piccole e medie case editrici tutti gli scrittori emergenti hanno la possibilità di diventare dei venditori di libri! Proprio così… venditori di libri. Altro che scrittori!
“Devi collaborare nella vendita” ti dicono. “Partecipare alle fiere” continuano. “Vendere, pubblicare e partecipare sui social”. “Devi contattare librerie, locali e organizzare aperitivi e presentazioni”.
È giusto collaborare, ci mancherebbe! Partecipare alle presentazioni? un dovere. Ma avrei una domanda. In qualità di casa editrice, voi, oltre a dedicarvi alla stampa del libro con un numero limitatissimo di copie per non rischiare nulla, che fate?

Stampare, distribuire e promuovere il libro di un autore emergente. Credevo che le case editrici si occupassero di questo. Invece, in molti casi, non è proprio così…

Credevo che foste una casa editrice, e cioè, che vi occupaste di investire tempo e denaro per la produzione e, soprattutto, la distribuzione e la promozione del mio libro, visto e considerato che mi avete proposto un contratto editoriale che prevede soltanto il 10% di royalty di guadagno sul prezzo di copertina.

Ho impiegato anni per scrivere il mio libro e adesso devo occuparmi della vendita per ricevere il 10% di royalty?

Pensavo di essere uno scrittore, invece sono un rappresentante con un margine di guadagno ristretto e un contratto a tempo determinato! Questo è quanto.

Anzi; c’è dell’altro. Facciamo due calcoli…

È stato stimato che la maggior parte degli Autori emergenti riesce a vendere 100 copie. Se una casa Editrice pubblica 50 libri scritti da Autori sconosciuti in un anno, e ogni Autore viene impiegato a partecipare attivamente vendendo una media di 100 copie fra amici, parenti, fiere e presentazioni, ipotizzando che il libro costi 15 euro, tolti un euro e mezzo che va all’Autore (e scusate se è troppo), la piccola o media casa editrice avrà incassato € 13.50 x 100 copie= € 1350.00. Se moltiplichiamo i 1350 euro per il numero di scrittori fa € 67.500 (lordi). Ovviamente questo è solo un esempio, ma rende l’idea. Oltre a scrivere il libro, l’autore emergente ha invogliato tutte le persone che conosceva all’acquisto, ha partecipato a promozioni, fiere e quant’altro per mettersi in tasca 150 euro.

Ecco perché molte delle Case Editrici medie e minori esistono: per pubblicare fumo!

Immagino migliaia di Autori attorno ad un barbecue gigantesco da cui si sprigiona un succulento profumo di carne, verdure grigliate e fumo. Una volta che l’olfatto ha sviluppato sensazioni di benessere e inebriato di aspettative le papille gustative, la corrente porta via il fumo e gli Autori rimangono inermi con lo sguardo fisso su una griglia vuota e una lacrima di saliva sull’angolo della bocca!

INCREDIBILE… Oltre al danno la beffa!

Così, dopo tutto il tempo investito nella scrittura, dopo aver venduto ad amici e parenti il mio libro per far tornare i conti alla casa editrice che mi ha dato l’onore di proclamarmi Autore, mi ritrovo ad investire altro tempo e denaro per partire e partecipare a presentazioni e fiere, fra queste: la fiera del libro di Torino. Udite gente: DEVO PAGARE PURE IL BIGLIETTO PER ENTRARE!

autore emergente

Altro che Autore emergente, io direi autore contribuente!

Non sono Carlos Ruiz Zafon né Fabio Volo e probabilmente il mio libro è stato pubblicato solo per un tornaconto che prevede un numero di pubblicazioni ogni anno, per cui, non mi aspetto di certo i petali sul viale d’ingresso.

Non sono nemmeno l’ultimo scrittore che ha vinto il premio strega,

votato, tra l’altro, da una giuria in cui il Presidente ha espressamente dichiarato di non aver letto nessuno dei libri che ha votato. Un lapsus che oltre a procurargli un’estrema figura di merda ha messo in difficolta la presentatrice Geppi Cucciari e, soprattutto, è costato la credibilità di un concorso già dubbio. Ecco il video! Lascio a voi la libertà di farvi un’idea sui concorsi importanti.

Dicevamo…

Non sono neanche un personaggio della TV, un cabarettista, un Fabrizio Corona, ma cazzo… La casa editrice che mi ha proclamato Autore ha lo Stand in fiera e io, per vendere il libro e contribuire al loro resoconto annuale, devo pagare il biglietto per entrare?

Ce l’ho con le case Editrici? Assolutamente no! Sono lavoratori non di certo benefattori

Si dovrebbe fare una bella differenza fra copisteria e casa editrice. Se il libro non viene distribuito e sponsorizzato a dovere, trattasi di una copisteria camuffata. A che vale essere inserito nel sito di una casa editrice che ha già migliaia di testi in vendita. Migliaia di libri che non troverai nelle librerie perché in realtà non c’è una distribuzione. Puoi solo ordinarlo online e riceverlo dopo giorni. In queste condizioni il lavoro della casa editrice è pressocché inutile, tanto vale autopubblicarsi e gestire tutto sul web.

A questo punto scelgo di essere un autore emergente con l’autopubblicazione!

Proprio così: a questo punto, il libro lo pubblico da solo! Studio i meccanismi di Amazon e investo nella promozione! Tanto mi sarei occupato di tutto a prescindere. Dopodiché, lo vendo al prezzo che stabilisco io, cartaceo o digitale, senza alcuna restrizione sui capitoli attua a diminuire i costi della pubblicazione, e se le cose non vanno, quantomeno avrò sfruttato risorse e denaro per un tornaconto personale, in termini di guadagno, con la fetta più grossa della torta, e in termini di promozione d’immagine per il mio libro e per me come Autore.

Se proprio devo investire tempo e denaro lo faccio per diventare imprenditore di me stesso!

Investo tempo e denaro sull’autopubblicazione, sulla promozione del mio libro attraverso i social e sfruttando la potenza infinita del web. Le regole le detto io e mal che vada, venderò sempre quelle 100 copie che, almeno, gioveranno solo alle mie tasche!

Investire tempo e denaro non vuol dire postare su social e sperare!

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L’errore peggiore è credere che possa bastare pubblicare un post su FB o condividere l’immagine di copertina con amici e parenti e sperare che qualcuno acquisti il libro. No. Non basta. Investire vuol dire creare una rete di canali in cui promuoversi prima di tutto come Autore per far si che la gente conosca lo scrittore ancora prima del libro.

Booktrailer, siti d’Autore, campagne promozionali per un autore emergente

Devi investire tempo e denaro su te stesso! Non esistono alternative. Crea uno spot promozionale del tuo libro, un booktrailer, una presentazione. Realizza, se hai le capacità tecniche, o acquista un sito professionale d’Autore che ti servirà per anni! Anni in cui continuerai a scrivere, continuerai a raccontare e pubblicizzare le tue prossime pubblicazioni, una vetrina in cui accogliere i potenziali lettori. Investi sulle campagne promozionali e porta gente nell’area personale che hai creato esclusivamente per te! In pratica, devi fare tutto quello che farebbe una casa editrice se solo credesse veramente nel tuo progetto, nel tuo libro.

A questo punto la domanda è lecita: tu ci credi?

Roberto Puccio
autore e amministratore di
promotrailer.it